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Israeliani e palestinesi insieme al Maggio Musicale Fiorentino

mercoledì, 3 marzo 2010

Firenze, 2 marzo 2011 – Il 29 aprile si aprirà l’edizione numero 73 del ‘Maggio musicale fiorentino’. Sarà un programma multietnico dedicato all’oriente, che avrà due protagonisti assoluti: Zubin Mehta e Daniel Baremboim. Israeliani e Palestinesi quindi insieme nella prossima edizione del ‘Maggio musicale fiorentino’.
Da Mozart alla contemporaneità, la prossima edizione sarà intitolata ‘Verso Oriente’. L’apertura sarà affidata a ‘Die Frau ohne schatten’ (La donna senz’ombra), di Richard Strauss, sotto la direzione di Zubin Mehta. Il Maestro indiano sarà sul podio anche per il ‘Ratto dal serraglio’ di Mozart ed in occasione di due concerti sinfonici, il primo con la Staatskapelle di Dresda ed il secondo con l’Orchestra del Maggio.
Per la prima volta i grandi nomi del jazz saranno poi parte integrante del programma del ‘Maggio Musicale Fiorentino’, con Enrico Rava – protagonista di una serata dedicata a George Gershwin – e Paolo Fresu, che anticiperanno il concerto di chiusura del programma, diretto da Kurt Masur.

Piazza San Marco a misura di non vedenti e ipovedenti

mercoledì, 3 marzo 2010

Firenze, 2 marzo, 2011 – Istituito un corso di formazione per i tecnici del Comune con l’obiettivo di ottimizzare l’orientamento degli ipovedenti, particolarmente in difficoltà in spazi come quelli delle piazze. Il corso di formazione è inteso a rendere più agevole piazza San Marco ai pedoni non vedenti e ipovedenti ed è rivolto ai tecnici dell’Amministrazione.
L’obiettivo è formare tecnici per ottimizzare l’abbattimento della barriere architettoniche.  L’assessore ha recepito la proposta presentata dall’Unione Italiana Ciechi. I tecnici comunali si avvarranno quindi della consulenza gratuita di un architetto che rappresenta l’associazione e che ha maturato una lunga esperienza nel campo dell’accessibilità degli spazi urbani per le persone disabili. Con la sua collaborazione saranno individuati percorsi sicuri verso le fermate del trasporto pubblico e interventi per ottimizzare l’orientamento degli ipovedenti, particolarmente in difficoltà in spazi come quelli delle piazze.

Presentata a Coverciano la maglia degli Azzurri per il Sudafrica

mercoledì, 3 marzo 2010

Firenze, 1 marzo 2010 – Un collo a stella per ricordare i quattro simboli dei Mondiali vinti, un pantaloncino a vita alta con un “cinturone” con davanti il tricolore dell’Italia: sono alcune delle caratteristiche della nuova maglia azzurra targata Puma presentata questa mattina a Coverciano. La divisa sarà indossata per la prima volta mercoledì a Montecarlo nell’amichevole con il Camerun e accompagnerà l’Italia in tutto il prossimo Mondiale di Sudafrica 2010.
La nuova maglia è stata creata usando una tecnica scientifica che cattura e quantifica il movimento umano. Innovazione tecnologica, ma anche fedeltà alla tradizione nei colori. L’Italia, infatti, vestirà il classico azzurro con dettagli bianchi, mentre la divisa da trasferta sarà in bianco con dettagli in blu ed oro.

Leonardo da Vinci era arabo

mercoledì, 3 marzo 2010

Firenze, 1 marzo 2010 – “Leonardo da Vinci, giudicato ‘il più grande italiano di tutti i tempi’ nel recente format su Raidue, era arabo”.
Lo rivela uno studio condotto da Alfred Breitman e Roberto Malini del Gruppo Watching The Sky, associazione impegnata nelle ricerca di opere d’arte perdute e delle tracce biografiche sconosciute dei grandi artisti del passato.
La più importante evidenza è costituita dal ritrovamento di un’impronta digitale di Leonardo sul dipinto “La dama con l’ermellino”. Secondo l’antropologo Luigi Capasso la tipologia dell’impronta è caratteristica del 60% degli individui provenienti dai paesi arabi. L’ipotesi di un origine araba del maestro non è tuttavia nuova. E’ risaputo che il nome della madre di Leonardo, Caterina, era attribuito con frequenza alle schiave arabe acquistate in Toscana e provenienti da Istanbul.
Breitman e Malini trovano conferma alla loro tesi in un ritratto virile del primo Cinquecento di scuola leonardesca, che rappresenta un viso che possiede molte similitudini con i ritratti noti del volto di Leonardo da Vinci. La sua particolarità è che indossa un copricapo di foggia araba. Si può ipotizzare che si tratti di un ritratto del maestro eseguito da un suo allievo che conosceva le vere origini del ‘più grande italiano di tutti i tempi’. La notizia, preziosa per la Storia dell’Arte, è anche un monito per coloro che difendono a spada tratta le frontiere geografiche e culturali del nostro Paese, senza capire che il progresso sociale, morale e intellettuale di un popolo può avvenire solo grazie al contributo di altre esperienze e tradizioni”.